Macbeth… al cinema?

Davanti alla locandina con Fassbender e la Cotillard, spopola la querelle. Vale, sì o no, la pena di vedere il Macbeth diretto da Justin Kurzel?

Proviamo a darvi qualche elemento in più per decidere, con una premessa: consigliamo di prendere in considerazione l’idea di vedere il film solo a chi abbia letto il testo di Shakespeare. Questo, non per qualche sorta di snobismo filo intellettuale, ma perché i dialoghi dei personaggi mantengono il linguaggio poetico originale e, per quanto il ritmo del film sia lento al punto giusto, concentrarsi sui dialoghi per seguire la trama renderebbe troppo faticosa la visione, facendo perdere fascino e bellezza alla rappresentazione.

Le ragioni del SÌ.

Il coraggio con cui gli attori affrontano, brillantemente, la prova di rendere cinematografici i loro personaggi. La profondità di analisi interpretativa che traspare dalle performance di Micheal Fassbender e la sua Lady Macbeth, Marion Cotillard. L’armonia e l’equilibrio coreografico di molte scene (su tutte, quella del banchetto reale). La bellezza dei costumi. La nitidezza delle immagini e l’uso delle luci, che permettono di gustare ogni microespressione dei protagonisti pur lasciandoli avvolti nel loro gotico e teatrale buio interiore. L’apprezzabile intento registico di fornire allo spettatore una chiave di lettura di tipo psicologico alle ragioni di traviamento e alla conseguente folle escalation di violenza di Macbeth.

Le ragioni del NO.

Dal nostro punto di vista, i limiti del film si concentrano nella seconda parte quando il regista, forse stanco di star dietro ai dialoghi – o forse sedotto dall’idea di rendere commercialmente “più appetibile” il film al grande pubblico – si presta con eccessiva indulgenza alla spettacolarizzazione del combattimento. Sembra che abbia voluto portare gli amanti di Assassin’s Creed o di Game of Thrones a vedere uno Shakespeare (quasi) originale. Con risultati di dubbio gusto, specie per la quantità sovrabbondante di scene al rallentatore e di boccette di sangue finto usate nel finale, che fanno dimenticare la bellezza della tensione emotiva suscitata nella prima ora e mezza del film.

In conclusione.

Se, dopo aver letto queste indicazioni, siete ancora più indecisi di quando avete cominciato, allora lasciatevi consigliare: non perdete l’occasione di vedere il film al cinema. Temiamo che sul piccolo schermo si smarriscano molti pregi della pellicola – tutti quelli legati alla minuziosa cura del dettaglio. E sarebbe un vero peccato.

(Foto dal manifesto pubblicitario del film)

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