Kimba – il leone bianco

Direttamente dal Giappone, “Kimba – il leone bianco” è un film che merita un posto d’onore nella raccolta di homevideo di ogni buon educatore.

La trama si ispira alle avventure dell’omonimo cartone animato, il cui protagonista è un cucciolo con cui è impossibile non simpatizzare. Accanto a lui, nel film, compaiono altri deliziosi personaggi dai tratti psicologici ricchi e ben delineati: su tutti, il bimbo Kenichi che, grazie alla sua prodigiosa capacità di capire la lingua degli animali, riuscirà a riconciliare il mondo degli uomini con quello della foresta violata.

I temi affrontati nella storia richiamano una notevole quantità di valori pedagogici, offrendo una pluralità di possibili chiavi di lettura (e conseguenti spunti di riflessione) da condividere coi bambini.

Con la semplicità illustrativa delle grafiche più “naïf”, la forza poetica dei dialoghi e la capacità suggestiva di alcuni tagli fotografici, il film lancia con intensità i suoi messaggi. Alcuni, accessibili ai più piccoli. Altri, destinati ai bimbi un po’ più maturi.

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la spinta a proteggere le persone che ami.

Tutti hanno le loro debolezze e nessuno può sottrarsi alle critiche, ma a giudicare sulle apparenze si fa sempre torto.

La capacità di voler bene ad un altro al di là della sua imperfezione è una forza capace di produrre le redenzioni più inaspettate.

Solidarietà, creatività e resilienza fanno dei combattenti i veri vincenti.

La scienza pur essendo orientata verso i fini più nobili, può facilmente scivolare oltre il limite dell’etica.

Forzare l’ordine naturale delle cose può portare solo effetti distruttivi, ma esiste una forza capace di rompere il meccanismo: l’amore.

L’epilogo felice ed istruttivo arriva dopo un’ora e quaranta di continua azione, spesso ad alta tensione. Il che, rende preferibile diluire la visione del film in un paio di appuntamenti – specie per i bambini al di sotto degli otto anni.

La violenza intrinseca di alcune scene di combattimento potrebbe risultare di eccessivo impatto per bambini piccoli o non avvezzi ai film d’azione, ma è stemperata dallo scarso realismo della raffigurazione e dal fatto che la crudeltà di alcuni gesti e’ compensata dalla bontà e dalla tenerezza di altri.

L’accompagnamento di un adulto è comunque necessario per evitare che tanta abbondanza di tematiche vada persa.

Del resto, Kimba e i suoi amici sanno emozionare e lasciare un buon ricordo di se’ negli spettatori di qualunque età…

(Foto estratta da un fotogramma del film)

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