Sotto scacco – In cerca di Bobby Fischer

La fame di vincere e il bisogno di sancire la propria superiorità sugli altri, sono inscindibilmente legati?  Cosa fa propagare la convinzione che il più forte sia necessariamente quello che ha in spregio i suoi avversari?

Film che racconta una storia vera, “In cerca di Bobby Fischer” riesce a dare una risposta a queste domande con eccezionale chiarezza e semplicità, dando un prezioso esempio nel mostrare il percorso che conduce i genitori verso la scelta del corretto approccio alla guida educativa.

Il protagonista è Josh, bimbo di (apparente) ordinaria intelligenza con un (evidente) talento per gli scacchi. Il padre – noto giornalista ed ex giocatore di baseball – ben conosce le dinamiche del successo  ed è determinato ad offrire al figlioletto tutto il meglio per consentirgli di portare a frutto e vivere fino in fondo la sua notevole dote naturale. Ma le regole non scritte cui si conformano gli “sportivi” mal si conciliano con la sana crescita emotiva di un giovane. Assai presto per Josh diviene concreto il rischio di diventare schiavo del suo talento, perdendo il sorriso e la gioia stessa di vincere  mentre il suo papà si trasforma, senza volerlo, da protettivo genitore in algido manager. 

Cruciale è l’intervento della madre, sempre vigile nell’ombra, capace di uno sguardo delicato, ma anche di autorevole forza: è lei che interviene con amorevole fermezza a tutelare Josh, riuscendo ad aprire gli occhi del benintenzionato papà giusto in tempo per evitare al figlio di essere inghiottito nella terribile spirale, psicologicamente devastante, che porta i vincenti ad esser messi “sotto scacco” dal loro stesso talento.

Prezioso modello di corretto funzionamento familiare, la storia mostra come la felicità personale, la vita affettiva e i successi non siano di per se stessi incompatibili, ma richiedano, per coesistere, una smisurata dose di coraggio e di anticonformismo.

Correre il rischio di perdere tutto nel gioco, pur di mantenere intatta la propria integrità morale e salvaguardare le relazioni e gli affetti: questa è la formula vincente sperimentata da Josh Waitzkin, prodigio degli scacchi e bambino dal cuore grande.

-È come in ogni cosa: quando hai paura di perdere, perdi. E quando perdi, hai paura. Josh ha paura.

-Lui non ha paura di perdere. Ha paura di perdere il tuo affetto. Quanti giocatori di baseball crescono con il terrore di perdere l’affetto del proprio padre ogni volta che fanno una partita…

-Tutti quanti! (Chiude la finestra sbattendola con violenza)

-Lui lo sente che tu non lo approvi. Sa che lo consideri un debole. Ma non è un debole. È pulito.

(Foto tratta da un fotogramma del film)

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