“Il Turista” al debutto in prima nazionale

Scambiamo quattro chiacchiere con Bruno Fornasari, drammaturgo e regista attento ai temi caldi del contemporaneo, per scoprire qualcosa di più sulla nuova produzione che debutterà il prossimo 10 maggio al Filodrammatici – lo storico teatro milanese che lui stesso dirige insieme a Tommaso Amadio, attore e capocomico che ritroveremo in scena per “Il Turista“.

Bruno, la voglia di evadere e il bisogno di soddisfare le proprie aspettative di vita a qualunque prezzo sono temi centrali delle tue ultime regie. Ricordiamo i Parassiti Fotonici di qualche mese fa, e la ricerca di una nuova identità del Mattia pirandelliano riportato ai giorni nostri… Quanto di nuovo c’è, nella tua ultima fatica?

Più che con Parassiti Fotonici, il turista è imparentato con Mattia a life changing experience, ma se per Mattia sparire significava chiudere col passato e ricominciare da zero, col turista siamo in una situazione diversa. La sindrome del turista è quella di non riuscire a sopportare il ritorno da un viaggio, il suo problema è scoprire, per contrasto, che certe sensazioni, un certo modo di sentirsi vivo è impossibile da trovare nella quotidianità. Il nostro quotidiano è alterato dalla speranza nell’eccezionale, una speranza alimentata dalle infinite possibilità e seduzioni del piccolo mondo in cui ormai viviamo. È meno costoso un week end a Londra di un’andata e ritorno Roma-Milano in treno, con Amazon possiamo avere tutto quel che vogliamo in un click, con i pagamenti remoti i soldi sembrano non finire mai, ma alla fine si paga il conto. Alla fine è sempre lunedì mattina, la festa è finita, non capiamo che senso abbia stare 8 ore in ufficio e di colpo ricomincia la paura.

Negli spunti di riflessione che il teatro fornisce in preparazione alla visione di questo spettacolo, ci sono tre bellissime citazioni: fra Jung, Bauman e Trevi, il taglio antropologico è piuttosto chiaro. Diresti che la drammaturgia de “Il Turista” è più frutto di un’osservazione critica della nostra società, o di un fantasioso allestimento artistico ispirato da riflessioni di matrice psicosociale?

È più frutto di un’osservazione su me stesso, gli animali e le persone che incontro. Credo che ci siano due motori fondamentali dell’agire, in natura e in società: il desiderio di ottenere qualcosa e la paura di perdere qualcosa. Allora creo situazioni costantemente in climax, metto sotto pressione i personaggi, così da dare ai ruoli che rappresentano la possibilità di raccontare al meglio questa costante lotta tra desiderio e paura.
Mi piace che la gente possa ridere di situazioni paradossali perché così possono scaricare un po’ di tensione e pensare d’averla fatta franca, almeno per un paio d’ore.

Alla fine dello spettacolo, ci domanderemo davvero “chi dorme nella stanza accanto”? Leggendo la presentazione di questa tragicommedia sembra che ci dovremmo attendere anche una buona dose di… thriller.

Esatto. Oltre alla commedia, stavolta mi sono divertito a giocare anche con un altro genere tipico del serial televisivo, sempre con l’obiettivo di sperimentare e contaminare i generi.

Una chicca dalle prove, per soddisfare la nostra curiosità?
BRUNO: Tanti segreti vengono tenuti nascosti al regista, credo che Tommaso possa dire qualcosa di più succulento… 

TOMMASO:  Le prove di uno spettacolo sono sempre un viaggio a sé per ogni lavoro, in questo caso però si aggiunge il fatto che questo cast, Federico, Gaia ed io non abbiamo mai lavorato insieme. Ci conoscevamo avendo visto uno gli spettacoli dell’altro, ma lavorato insieme mai. Questo rende tutto il viaggio ancora più ricco e avvincente. Cosa posso dirvi di scoperto fin qui allora… senza fare spoiler… beh, direi che Federico soffre decisamente il solletico, Gaia è quella più veloce a fare memoria ed io… cerco di non sfigurare! Vi aspettiamo come sempre per condividere qualche domanda attraverso il paradosso di situazioni che potrebbero fare anche… morir dal ridere.

Dopo una presentazione così, certo non mancheremo.

(Foto da Ufficio Stampa del Teatro Filodrammatici)

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“Il Turista”, 10 / 22 MAG. 2016 [prima nazionale]

di Bruno Fornasari | con Tommaso Amadio, Federico Manfredi, Annagaia Marchioro | scene e costumi Erika Carretta | visual programming Mattia Diomedi | tecnica Andrea Diana, Enrico Fiorentino | assistenti alla regia Emanuela Caruso, Chiara Serangeli | assistente scene e costumi Linda Muraro | regia Bruno Fornasari | produzione Teatro Filodrammatici

Durata: 80′

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